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VULCI
 

PARCO NATURALISTICO DI VULCI

Il Parco sorge nel cuore della Maremma Laziale in un territorio solcato dal fiume Fiora che scorre verso il mare con un precorso ricco di cascate e rapide, tra pareti a strapiombo. Le sue rive ospitano fasce di bosco ripariale costituite prevalentemente da pioppi, ontani, salici, aceri campestri, sambuchi ed olmi, arbusti di cisto, alloro, erica, marruca lentisco e mirto. Cinghiali, volpi, tassi, istrici e diversi tipi di rettili . Le acque, ricche di pesci, consentono ad aironi cinerini, garzette, anatre e aironi rossi di sostare in primavera ed autunno; infine lungo le sponde del fiume è possibile vedere il merlo acquaiolo e la lontra, considerati indicatori dei corsi d'acqua puliti.
Nel parco archeologico naturalistico di Vulci gli ospiti potranno "leggere" la ricca flora del parco: lungo i sentieri che conducono al laghetto del Pellicone , alla valle del Fiora e all' area archeologica ci sono pannelli esplicativi di come le piante sono state interpretate nella mitologia, nell'arte e nella cultura del passato.


 

IL CASTELLO DELLA BADIA

Sede dal 1975 del Museo Nazionale Etrusco, le prime notizie risalgono all'anno 809. È un'abbazia benedettina fortificata, sorta come avamposto monastico a difesa dalle incursioni saracene. Intorno al 1100 risale l'attuale assetto del Castello, che negli anni successivi fu centro di contese fra gli Aldobrandeschi, Di Vico e il comune di Orvieto. Nel 1649 rientrò nei possedimenti della Camera Apostolica che nel 1808 lo cedette al Principe Luciano Bonaparte. Nel 1855 la fortezza fu acquisita dal Principe Torlonia, e alla caduta dello Stato della Chiesa il Castello fu tenuto in stato di abbandono fino al 1960 quando, ceduto allo Stato, fu oggetto di restauri che permisero di allestirvi il Museo Archeologico Nazionale di Vulci .

 

IL PONTE DELLA BADIA

Risalente al periodo etrusco e ampliata in epoca romana, la costruzione nacque dall'esigenza di collegare la città di Vulci (sulla riva nord del fiume Fiora, attualmente nel terriotorio di Montalto di Castro) con la sua necropoli (sulla riva sud del fiume Fiora, attualmente nel territorio di Canino) e per consentire il passaggio dell'Aurelia. La leggenda vuole che il ponte sia stato realizzato dal diavolo in una notte, per questo ancora oggi non è raro sentirlo chiamare “Ponte del Diavolo”.

 
Quando visitare
Il Parco è aperto tutto l'anno, dal lunedì alla domenica, dalle 10.00 al crepuscolo.

  Info e Prenotazioni
Call Center 0766-879729 (ore 9.00 / 17.00) dal lunedì al venerdì.
Come visitare
Due sono le modalità:
• in completa indipendenza per godersi una piacevole giornata in un luogo ricco di storia e di bellezze artistiche e naturali seguendo i percorsi segnalati e consigliati;
• usufruendo del servizio di accompagnamento didattico scegliendo fra le proposte consigliate o chiedendo, sempre entro le 48 h precedenti all'arrivo, un itinerario alternativo da costruire insieme.
Oltre ai consueti percorsi, su prenotazione si organizzano trekking della durata di sette ore, visite in mountainbike o a cavallo e notturne dell'area urbana.

  Fax 0766-879024
info@vulci.it
www.vulci.it