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All’inizio del II millennio l’Europa fu percorsa da una moltitudine di pellegrini, diretti ai luoghi Santi della Religione Cristiana. Tre erano i poli di attrazione: Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo, la Terra Santa, luogo della passione di Cristo e Santiago di Compostela, estrema punta dell’Europa Occidentale, dove l’Apostolo San Giacomo aveva scelto di riposare in pace.
La via "Francigena" o "Romea" da Canterbury portava a Roma e fu percorsa nei secoli da centinaia di migliaia di pellegrini. Le tappe nella Tuscia erano: Proceno, Acquapendente, Bolsena, importante per il ricordo del miracolo del Corpus Domini, Montefiascone, Viterbo che divenne uno dei cardini dell’intero percorso, ricco di ospizi, alloggi e memorie storiche. I Monti Cimini furono attraversati a seconda dei periodi, proseguendo per Ronciglione o per San Martino al Cimino. Si procedeva verso Vetralla, dove una strada campestre conduceva alla chiesetta di Santa Maria in Forcassi, poi Capranica, Sutri e Monterosi.
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