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SEBASTIAN MATTA
 

Roberto Sebastian Matta Echaurren viaggiò molto cambiando continuamente casa e patria, divenendo così cittadino del mondo fino a scegliere come sua ultima dimora Tarquinia, che lui riteneva essere l’origine e la preistoria della latinità. Qui installò uno studio, una scuola di ceramiche e una sala di esposizioni e nel 1975 ne divenne cittadino onorario. Nello stesso anno donò al Comune un trittico intitolato ”Perché le vittime vincano”, esposto nella Sala Consiliare: in esso rivive lo spirito dell’arte precolombiana con la raffigurazione delle diverse forme di oppressione e colonizzazione. Il suo estro si apprezza anche nelle decorazioni della parete Sud della Scuola materna di Tarquinia (1978) e dello spazio sociale antistante il Comune (realizzato nel 1998 con Bruno Elisei).

LA VITA

Roberto Sebastian Matta Echaurren nacque a Santiago del Cile nel 1912. Frequentò la suola del Sacro Cuore e poi studiò architettura all’Università Cattolica di Santiago. Trasferitosi a Parigi nel 1933, lavorò per qualche tempo nello studio di Le Corbusier, uno dei grandi maestri dell’architettura contemporanea. Nel 1937 divenne pittore e tramite Salvador Dalì ebbe modo d’incontrare Andrè Breton, redattore del Manifesto del Surrealismo, conoscenza fondamentale per lui poiché iniziò a realizzare i primi dipinti surrealisti.
A causa della guerra fu costretto a lasciare la Francia e stabilirsi a New York, dove influì notevolmente sulle vicende della pittura statunitense e ritrovò parecchi dadaisti e surrealisti rifugiatisi lì. Successivamente andò in Messico ad impadronirsi dell’arte precolombiana e in Alaska, attratto dalle maschere eschimesi.
Nel 1948 tornò a Parigi e acquistò la cittadinanza francese, poté così valicare le Alpi e andare a Roma dove visse dal ’49 al ’53. Era ormai cittadino del mondo: abitava a Cuba, Vienna, Amsterdam, Caracas, Il Cairo. Dal 1967 Tarquinia divenne l’alternativa stabile a Parigi.
Morì nel 2002 a Civitavecchia.